Costretti a lavare le divise Nu, chiedono i danni al Comune
Scritto da andrea   
giovedý 07 gennaio 2010

ImagePer dieci anni sono stati costretti a lavare “in proprio” le divise da lavoro. Indumenti utilizzati per spazzare e ripulire le strade cittadine dai rifiuti e che, alla fine di ogni turno di servizio, sono puntualmente finiti nella lavatrice di casa. Con tutti i danni e le spese previste dal caso. Una situazione che si trascina dal 1998 e che 17 netturbini hanno deciso di affrontare davanti al tribunale del lavoro di Torre Annunziata. Obiettivo: recuperare i soldi investiti in dieci anni per il lavaggio delle divise Nu. “I ricorrenti - si legge nelle istanze presentate dai netturbini - pur non essendo tenuti a farlo, effettuano direttamente il lavaggio degli indumenti di lavoro presso le proprie abitazioni, non provvedendovi il Comune di Torre del Greco. Il lavaggio domestico oltre a non essere idoneo alla disinfezione delle divise, comporta per i ricorrenti e per i propri familiari ingenti pericoli per la salute.

Sussiste pertanto per il Comune l’obbligo di risarcire i danni”. Una richiesta che - durante l’obbligatorio tentativo di conciliazione - è stata puntualmente respinta al mittente, costringendo i lavoratori a trascinare la questione davanti al tribunale del lavoro. “Il numero dei lavaggi cui vengono sottoposti gli indumenti di lavoro - si argomenta nell’istanza - può essere quantificato in cento all’anno. La quantificazione economica dei danni è determinata in 500 euro annui”. Ovvero, facendo due rapidi conti, in complessivi 5.500 euro per il periodo 1998-2009. A supporto delle pretese avanzate, i legalti degli operatori Nu richiamano una sentenza della corte di Cassazione del 2007. “I ricorrenti - la conclusione dell’istanza - si riservano di agire con altro giudizio in caso di mancata osservanza da parte del Comune di Torre del Greco degli obblighi di cui alla normativa vigente, dal mese di settembre 2009 in avanti”.
Il ricorso presentato dai 17 operatori della nettezza urbana è stato prontamente impugnato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro Borriello, pronto a bollare come “infondate” e “illegittime” le istanze presentate dai lavoratori dell’Ente. La difesa del Comune sarà affidata ai legali dell’Avvocatura Municipale - gli avvocati Elio Benevento e Antonino Salvini - chiamati a sventare la pioggia di ricorsi che rischiano di costare qualcosa come 80.000 euro alle casse del Comune. Il primo appuntamento davanti ai giudici è fissato per il prossimo 12 gennaio, mentre la seconda tranche di ricorsi sarà discussa il primo marzo.

Fonte: Metropolisweb